Focus

19 gennaio 2017

Melandri 2.0: “Voglio sfruttare al meglio questa opportunità. Tutto è possibile”

Potrebbe suonare come un paradosso ma, a 34 anni, Marco Melandri è pronto ad iniziare una nuova vita agonistica. Il ravennate ha mosso i suoi primi passi con le due ruote a quattro anni su una minimoto per poi coronare il sogno di diventare un pilota professionista e disputare 18 stagioni consecutive a livello mondiale tra MotoGP e Superbike. Tutte tranne la scorsa, la più lunga della sua carriera. Ma ora, “Macio” è pronto a ripartire. “Sicuramente sono sufficientemente riposato – ha scherzato Melandri – Dopo due anni a dir poco complicati, mi è stata data questa opportunità, che apprezzo ancora di più perché inaspettata. Ho in mente soltanto di sfruttarla al massimo. Vorrei chiudere un giorno con questo sport sapendo di aver lasciato un bel segno. Sono sicuro che avrò un atteggiamento più positivo anche nelle situazioni difficili, e mi godrò ogni singolo metro di questa avventura”. La nuova vita del Melandri pilota passa anche da una diversa prospettiva e consapevolezza, coincise con l’arrivo della piccola Martina.
“Sono diventato papà in un momento professionalmente difficile, e Martina mi ha aiutato a mettere tutto in prospettiva e godermi le cose belle. Ora inizia a rendersi conto di quello che faccio, e ad ogni moto che vede in TV dice ‘babbo!”. È un gran divertimento essere papà”.
Così come fare il pilota. Nei lunghi mesi trascorsi a vedere i rivali di sempre attraverso uno schermo, a Melandri era mancata molto la competizione (e viceversa). Non ci è voluto molto, però, per togliere la ‘ruggine’ e rispolverare l’attutidine alla velocità.
“Inizialmente, la precisione dell’anteriore e l’erogazione del motore sono state le caratteristiche della Panigale R che più mi hanno colpito – ha confessato – Devo dire che sono rimasto molto impressionato anche dalla squadra, che ho avuto modo di conoscere negli ultimi due test. Abbiamo individuato subito la direzione sulla quale dobbiamo procedere, sia con lo sviluppo della moto che con il mio stile di guida”. Chi ben comincia, recita il detto, è a metà dell’opera. Detto ciò, Melandri e la squadra hanno lavorato con la consueta meticolosità e metodo, curando ogni dettaglio durante i test.
“In generale, il mio percorso con la Panigale R è stato costantemente in crescita – ha commentato Melandri – Ho fatto solo 9 giorni di prove sull’asciutto, ma sono stati sufficienti per ritrovare le sensazioni. Ora mi muovo più facilmente, senza pensare tanto, ed inizio a riuscire a prevedere le reazioni della moto. Dopo gli ultimi test di gennaio sarò ancora più sciolto ed in grado di guidare con i giusti automatismi. Devo ancora fare una simulazione di gara, per capire anche a livello fisico cosa resta da migliorare”. Le sensazioni del pilota sono indubbiamente importanti, ma è il cronometro ad avere sempre l’ultima parola. Anch’esso ha dato indicazioni positive, tanto che a Jerez il distacco di Melandri dal compagno di squadra Davies si è ridotto a mezzo secondo.
“Secondo me abbiamo fatto veramente un buon lavoro dal punto di vista del passo di gara – ha commentato Melandri – Dobbiamo ancora migliorare, soprattutto con gomme nuove, ma siamo vicini. Invece dovrò lavorare di più per essere veloce sul giro secco. Devo ancora capire dov’è il limite con le gomme da qualifica, anche se ho preferito adottare un approccio graduale”.
Nel suo percorso di avvicinamento alla bi-cilindrica, Melandri non ha avuto pregiudizi, avvicinandosi alla moto come ad un foglio bianco. Naturalmente Chaz Davies, vincitore di 11 gare nel 2016, è stato il suo metro di paragone. Fin qui, il gallese è stato l’unico a portare la Panigale R sul gradino più alto del podio, sfruttando uno stile di guida aggressivo quanto difficilmente imitabile in fase di frenata. Tuttavia, secondo Melandri, la strada verso la vittoria non è una sola.
“Chaz guida in modo incredibile, forse è il miglior staccatore che abbia mai visto, ma secondo me la Panigale R può essere sfruttata anche in modo diverso, con una guida più scorrevole – ha analizzato Melandri – Certo, lui è in grado di fare la differenza in frenata soprattutto a gomme nuove, quando il grip è maggiore, quindi i primi giri saranno i più difficili per me. Però penso che anche lui debba fare qualche aggiustamento nella seconda metà di gara”.
Con poco più di una settimana in sella, per Melandri è ancora presto per fare pronostici sul proprio rendimento. Tuttavia, il ravennate ha già le idee abbastanza chiare in vista della stagione alle porte.
“Sicuramente la costanza di risultati sarà fondamentale – ha osservato – Ventisei gare sono tante, specialmente se, come penso, ci saranno tanti piloti in grado di vincere. Arrivare sempre al traguardo è importante, specialmente se ci sono tanti piloti veloci in griglia. Anche io in passato ho pagato dazio per i troppi ‘zeri’. Per quanto mi riguarda, non so esattamente cosa aspettarmi. Devo riprendere l’abitudine alle gare, ma sono convinto che possiamo toglierci delle belle soddisfazioni”.
Tra le tante novità ad attendere Melandri in pista, ci sarà anche l’inversione della griglia* in Gara 2. “È un po’ strano – ha osservato – Sinceramente avrei preferito invertire i primi nove, invece che ‘scalare’ soltanto i primi tre. Però credo che, una volta passata la prima curva, il risultato non dovrebbe essere stravolto particolarmente. I valori in campo resteranno gli stessi e, anche se nei test è difficile capire la reale competitività, penso che Chaz sarà l’uomo da battere. È il pilota più completo insieme a Rea. Entrambi sono maturati tanto, e sono cresciuti sia a livello di convizione che di precisione e costanza di rendimento”.
Melandri, dal canto suo, è pronto a raccogliere la sfida con l’entusiasmo di un giovane e l’esperienza di un veterano. “Sicuramente il tempo passato senza gareggiare rappresenterà uno svantaggio inizialmente – ha osservato – I primi giri saranno difficili, ma preferisco focalizzarmi sulle opportunità. I risultati ottenuti lo scorso anno da Chaz mi danno ulteriore fiducia e motivazione. E poi ripartire da Phillip Island è fantastico. Il posto, il clima, ed i test all’inizio della settimana la rendono sempre una tappa speciale. Lì ho vinto in ogni categoria, tranne la SBK. Al momento è presto per fare pronostici, ma voglio fare del mio meglio e sfruttare qualsiasi possibilità. Non sarà facile, ma tutto è possibile”.

*Le prime tre file saranno determinate così:
• I primi tre piloti di Gara 1 partiranno dalla terza fila (1º dalla nona casella, 2º dall’ottava, 3º dalla settima).
• Il 4°, 5° e 6° classificato di Gara 1 partiranno rispettivamente dalla prima, seconda e terza casella.
• Il 7°, 8° e 9° classificato partiranno rispettivamente dalla quarta, quinta e sesta casella.