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31 marzo 2016

Il camion

Il camion è la casa itinerante della squadra. Non solo ospita gli “uffici” dei piloti e del magazziniere e soprattutto trasporta moto, ricambi, attrezzi e box nelle gare europee.
Alloggiare tutto questo materiale al suo interno – e trasportarlo – è un’operazione più complessa di quanto possa sembrare, che richiede uguali quantità di cura, metodo e pazienza.
Abbiamo chiesto a Miller Sarti, gommista di Davide Giugliano ed autista del team...

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24 marzo 2016

Il pit-stop, come in Formula Uno

Il cambio gomme è un rituale consolidato nelle corse, ed il campionato Superbike non fa eccezione. In ogni weekend di gara, ciascun pilota ha a disposizione 24 pneumatici tra anteriori e posteriori da mettere a dura prova, con un ampia scelta di mescole tra slick, intermedie e rain.

Dal 2013, poi, è tornata in vigore la regola del cosiddetto “flag-to-flag”: in altre parole, in caso di cambiamento delle condizioni della pista da asciutto a bagnato o vice-versa, la gara non viene interrotta ma i piloti possono rientrare ai box a loro discrezione per cambiare gli pneumatici (con un tempo minimo imposto da regolamento e calcolato di volta in volta a seconda della lunghezza della pit-lane). Chiaramente ogni secondo è prezioso e, dando sempre la precedenza alla sicurezza, il tempo risparmiato in pit-lane può fare la differenza in pista. A questo proposito, è stato sviluppato un metodo di sganciamento ed inserimento rapido delle gomme. Andiamo a scoprire come funziona.

“Ogni forcella ha un ‘invito’ ed una molla studiate per favorire l’inserimento e sganciamento della ruota, ed il cavalletto ha una forma particolare per facilitare l’apertura delle pinze dei freni – ha spiegato Alessandro Abbrandini, membro della crew di Davide Giugliano – E poi, ciascuna pinza ha le sue guide per velocizzare l’inserimento dei dischi al suo interno”.

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4 marzo 2016

Il riscaldamento del motore – La "musica" della pit-lane

Durante un week-end di gara, nella pit-lane, non è inusuale sentire i motori rombare ad intervalli regolari nelle prime ore del mattino, ben prima dell’inizio dei turni. Contrariamente però a quanto spesso accade tra motociclisti in attesa ad un semaforo rosso, non si tratta di un’ostentazione di virilità tra motoclisti, ma delle operazioni di riscaldamento del motore, volte sia a massimizzarne il rendimento in pista che preservarne l’integrità meccanica il più a lungo possibile.

“Prima di tutto si fa una prova a moto spenta, con l’avviatore, per assicurarsi che l’olio circoli correttamente – ha spiegato Fabio Morandini, a fianco di Chaz Davies nei box – Fatto questo, si accende la moto e si controlla che la pressione dell’olio e dell’acqua, indicate nel dashboard, siano corrette. Gradualmente, si sale di giri con la manopola del gas, fino a raggiungere le temperature di esercizio ideali. Poi bisogna assicurarsi che le sonde lambda siano a posto e che la pompa di benzina abbia la giusta pressione.

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2 marzo 2016

Il rifornimento – la "dieta" della Panigale R

Nelle corse, il carburante è sostanzialmente equiparabile alla linfa vitale. Tuttavia, la moto deve restare il più leggera possibile e nel serbatoio va versata solo la quantità necessaria di benzina. Come si articola questo processo durante un weekend di gara?

“Alla fine dei turni, si svuota il serbatoio per capire esattamente il consumo a giro – ha spiegato – Davide Piscitelli, capo-meccanico di Chaz Davies – Una volta stabilito, prima delle gare si utilizza una bilancia per calcolare la quantità esatta al grammo, ovviamente facendo la tara con il barile ed il fusto (quest’ultimo serve per far confluire il carburante nel serbatoio, nda) e considerando nel calcolo i giri di allineamento, warm-up e rientro. Di solito lasciamo qualcosina in più, per evitare brutte sorprese”.

Inoltre, il fusto è dotato di un sistema di raccordo rapido con il bocchettone del serbatoio, in modo da velocizzare il rifornimento e, al contempo, evitare la dispersione di gas nell’ambiente circostante.

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25 febbraio 2016

"Frenare" un arte a quattro mani.

La frenata è uno degli aspetti più importanti nelle corse, sublimata a vera a propria “arte” grazie a suoi interpreti più famosi (per fare un esempio, Kevin Schwantz). Chiedete ad ogni pilota e la risposta sarà pressoché identica: deve essere potente, precisa e perfettamente calibrata per consentire i sorpassi. Ma come renderla tale?

Dipende innanzitutto dallo stile di guida di ciascun pilota, e dalle sue preferenze in termini di assetto, ci spiegano Aligi Deganello e Alberto Colombo, capitecnici rispettivamente di Davide Giugliano e Chaz Davies. “C’è chi frena di più e chi meno – ha osservato Deganello – Alcuni hanno una frenata molto aggressiva e rilasciano lentamente la leva, ed in questo caso serve una forcella che dia sostegno nella prima parte di frenata e poi si alleggerisca gradualmente

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24 febbraio 2016

Le sospensioni secondo Luca Franzoi

C’è chi le paragona alle gambe, ma le sospensioni sono piuttosto “il tronco, l’elemento di connessione tra moto, gomme e pilota”. Parola di Luca Franzoi, tecnico delle sospensioni del team Aruba.it Racing - Ducati a fianco di Chaz Davies e Davide Giugliano.

“Le sospensioni vanno tarate di pista in pista, dove comunque il tempo a disposizione prima di una gara è limitato – ha spiegato Franzoi, con Ducati da quattro anni – Come regola, comunque, si fa sempre una modifica alla volta, mai di più. È la prassi, ed anche l’esperienza insegna che è meglio così perché a fare due passi, a volte, si finisce per tornare indietro di tre. Questo include sia l’anteriore che il posteriore, che molto spesso non vanno separati ma intesi come una cosa sola”.

Con meno di tre ore di prove per gara, il lavoro fuori dalla pista assume un’importanza vitale. “L’inverno per me è fondamentale per migliorare la base di partenza del pacchetto. Dopodiché si cerca di portarsi avanti con il lavoro in base alle caratteristiche della pista, come il numero di curve a raggio corto o lungo, le caratteristiche delle gomme a disposizione e le esigenze del pilota”.

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